Rifare la cucina in un appartamento d’epoca è una delle cose più belle che capitino a un progettista, ed è anche quella in cui si sbaglia più spesso. Il motivo è sempre lo stesso: si disegna prima di verificare.

A Roma capita continuamente, perché buona parte del patrimonio abitativo dei quartieri centrali e semicentrali è fatto di palazzi con cent’anni sulle spalle. Questa è la lista di controllo che percorriamo prima di mettere una sola linea sulla pianta.

1. I muri non sono dritti (e non lo saranno mai)

In un edificio storico gli angoli raramente sono a novanta gradi e le pareti hanno pance e rientranze. Una cucina disegnata su misure prese solo agli estremi non entra, oppure entra lasciando fessure visibili.

Il rilievo va fatto in più punti per ogni parete — a terra, a metà altezza e in alto — e il progetto deve prevedere elementi di compensazione, cioè pannelli o fianchi lavorati che assorbono la differenza. È lavoro invisibile, ed è quello che distingue un montaggio pulito da uno rattoppato con il silicone.

2. L’altezza: un’occasione, se la si sfrutta

I soffitti alti sono il regalo di questi appartamenti. Le colonne a tutta altezza guadagnano volumi di contenimento notevoli, ma vanno verificate due cose: che le cornici in stucco non impediscano l’accosto a parete, e che l’anta più lunga passi dalle scale in fase di consegna.

Se le cornici sono vincolate o semplicemente belle da conservare, la soluzione è fermare le colonne sotto la cornice e chiudere con un elemento arretrato, non tagliare lo stucco.

Showroom Kitchens for Us in Via Gregorio VII a Roma con composizione Doimo Cucine

3. Scarico e colonna condominiale

È il vincolo che più spesso ridisegna il progetto. Spostare il lavello di qualche metro richiede una pendenza di scarico che il massetto esistente non sempre consente, e la colonna di scarico condominiale sta dove sta.

Prima di promettere un’isola con lavello, questa verifica va fatta sul posto. È anche il momento in cui vale la pena chiedersi se ha davvero senso: la scelta fra isola e penisola in questi appartamenti si decide quasi sempre qui.

4. Aspirazione: canna fumaria o ricircolo

Molti palazzi d’epoca hanno canne fumarie non più utilizzabili, o il cui uso è disciplinato dal regolamento condominiale. Le alternative esistono — sistemi a ricircolo con filtri a carbone, piani aspiranti — ma vanno scelte in fase di progetto perché cambiano l’ingombro dei mobili sotto il piano.

5. L’impianto elettrico

Un piano a induzione richiede una linea dedicata di potenza adeguata. In un appartamento con impianto datato spesso significa un intervento sul quadro e una traccia nuova: va messo a preventivo prima, non scoperto il giorno del montaggio.

6. Condominio, accessi e tempi

  • Orari consentiti per i lavori rumorosi, e periodi in cui il condominio li vieta.
  • Misure di ascensore e vano scala: determinano la dimensione massima dei pezzi trasportabili, e quindi come va spezzata la fornitura.
  • Permessi di sosta e finestre di scarico, tema non banale nei quartieri centrali.
  • Protezione dei pavimenti storici — cementine, graniglia, parquet a spina — durante il montaggio.

Il modo giusto di iniziare

In un appartamento d’epoca il sopralluogo viene prima del disegno, sempre. Da Kitchens for Us, rivenditore ufficiale Doimo Cucine a Roma, partiamo dal rilievo e dalle verifiche impiantistiche, e solo dopo proponiamo un layout: così il progetto che vedi è già un progetto realizzabile.

Lavori con uno studio di architettura? Vedi anche come funziona la collaborazione con i progettisti. Altrimenti scrivici per fissare un sopralluogo.